Il placement, ovvero come accomodare i tuoi invitati a tavola. Scenari possibili ai tempi del Covid.

Il momento della disposizione dei tavoli nell’organizzazione di un matrimonio prima o poi arriva inesorabilmente.



È uno degli aspetti più complessi che una coppia di futuri sposi si deve trovare ad organizzare, a tal punto che viene considerato uno degli ultimi scogli da superare prima di convolare a nozze.


C’è chi ci perde il sonno, ma non ti preoccupare ora vi spiego alcune wedding tips per regolare questo aspetto e lo farò ponendo attenzione ai diversi scenari che si profilano sia in tempi “normali” sia in questo contesto storico.

Partiamo da uno scenario auspicabile, cui tutti speriamo presto di tornare.


Normalmente, l’organizzazione dei tavoli viene predisposta man mano che i vari invitati danno riscontro all’invito ricevuto mediante le partecipazioni.

In verità, insieme ai miei sposi, io suggerisco sempre di creare una lista invitati e di associare accanto ai dati utili di ciascuno (tra cui indirizzo postale e mail) anche una prima ipotesi di posizionamento, ovvero inserendo il nome del tavolo cui immaginate di voler fare accomodare l’ospite in questione.


Che vantaggio ha questo esercizio?

Innanzi tutto, aiuta a valutare in modo preliminare quanti tavoli realmente andrete a richiedere al responsabile della ristorazione, per il vostro ricevimento di matrimonio.


In secondo luogo, è davvero molto utile per formulare una prima idea di placement, ovvero letteralmente di “piazzamento“ dei vostri ospiti.


Ma come deve avvenire? C’è un ordine logico? partiamo dal presupposto che la prima scelta debba essere legata allo spazio.


Cosa significa? Sicuramente, va verificato che lo spazio dedicato possa ospitare un numero congruo di tavoli e quindi procedere alla scelta tra tavoli tondi o imperiali.


In questi anni il wedding design ha spinto molto sui tavoli imperiali regalandoci vere e proprie “opere” di architettura, da colori e fogge tra le più disparate tra loro.