Comunione o separazione dei beni? Guida facile alla scelta.

Una delle scelte più difficili per le coppie è la scelta del regime patrimoniale. Parolone complesse?

Non dopo che avrai letto quanto sto per rivelarti.



Andiamo perciò con ordine.


Di cosa si parla quando diciamo "regime patrimoniale"?

Il diritto civile ha previsto tutta una serie di regole che disciplinano i rapporti tra coniugi e tra questi anche quelle norme che riguardano il patrimonio della coppia.


Come riportato già in altri articoli presso questo post, il matrimonio in tempi neanche così tanto remoti, era considerato a tutti gli effetti un contratto e in quanto tale era forte la valenza economica legata ad esso.


Fino alla riforma del 1975 e successive modifiche, nella nuova famiglia che andava a formarsi vigeva il regime di separazione dei beni. Cosa significava? Marito e moglie rimanevano titolari di quanto acquistavano durante il periodo di vita matrimoniale.


documento dote
Un documento di dote d'epoca.

Faceva unica eccezione la dote portata dalla futura sposa: questa confluiva nel "paniere" -se così possiamo chiamarlo- del marito, perché quest'ultimo fosse agevolato a sostentare questo nuovo percorso di vita insieme .

La moglie perciò rimaneva titolare di eventuali immobili o altri beni acquistati una volta sposata e allo stesso modo il marito.


Tuttavia, era quest'ultimo ad amministrarne i beni e solo qualora si fosse trovato impossibilitato a farlo, a quel punto, la moglie avrebbe dovuto corrispondere ed aiutare la propria metà.


Con l'introduzione della comunione dei beni, la situazione cambia sostanzialmente.

In che modo?

Vediamolo insieme.


Innanzi tutto, viene introdotta una possibilità di scelta. I futuri sposi possono decidere se unificare le proprie risorse e così rendere disponibili nel patrimonio tutti quegli acquisti avvenuti dopo il sì.


In questo caso, il patrimonio diventa un tutt'uno, indistinto. Ciascun coniuge potrà diventare proprietario di questi beni nella misura del 50%.


Di che beni parliamo? per semplificare riconduciamo a 3 macro - categorie:

  1. i risparmi di ciascuno

  2. le aziende costituite da ciascuno durante la vita insieme (e con esse utili e debiti!)

  3. gli acquisti effettuati durante la convivenza

Rientrano quindi anche ciò che deriva da questi beni (come gli utili appunto).

Con la comunione dei beni la vostra casa spetta al 50% ciascuno

Non rientrano in questo regime i beni che marito e moglie avevano già prima di sposarsi: questi restano di ciascuno dei due e non di mischiano con quanto invece viene comprato dopo essersi sposati.


Naturalmente, ognuno è libero di amministrare la propria quota di proprietà, ma attenzione: non può vendere nulla, per esempio, se prima non abbia consultato il proprio consorte.


Ci vuole infatti sempre un consenso scritto!


Per chi è vantaggiosa la comunione dei beni?

Direi prevalentemente per chi abbia piena fiducia nel proprio rapporto con il proprio futuro sposo o sposa e soprattutto, preferisca cumulare le proprietà all'interno della propria nuova famiglia, considerando la propria fortuna economica come un buon punto di partenza per arricchire il patrimonio di entrambi.


Quando però va dichiarata la scelta tra comunione dei beni e divisione?


Su questo è semplice: tra tanta burocrazia cui siamo sottoposti, almeno in questo caso sarete dispensati da dover correre da un ufficio all'altro.


Infatti, la scelta avviene proprio durante l'atto di matrimonio: la preferenza va espressa davanti alla persona preposta a raccogliere i vostri voti nuziali.

Se il rito è religioso perciò toccherà al prete prendere nota della scelta; altrimenti, sarà l'ufficiale civile per il quanto concerne il rito civile, appunto.


Per poter scegliere più serenamente, vediamo invece cosa prevede nell'attuale diritto di famiglia il regime patrimoniale della separazione dei beni.


In realtà, è abbastanza facile da dedurre: con la separazione dei beni, come già in passato, ciascuno resta proprietario di tutto quanto venga acquistato durante la convivenza, sia prima che dopo il matrimonio.


La separazione dei beni può essere una scelta che vi tuteli

Questa può sembrare una scelta di poca fiducia nei confronti del proprio partner.


In verità, risulta molto utile proprio a preservarlo.


Pensate che stia dicendo bugie?

Non è proprio così!


Qualora condizioni economiche avverse espongano uno dei due a fallimenti e pignoramenti, l'altro si troverà tutelato e intoccato dai provvedimenti legali, trovando riparo proprio da questa scelta.


La separazione dei beni è utile anche nel caso di seconde nozze, nel caso in cui vi siano figli del primo matrimonio. Questo regime patrimoniale regola in modo più semplice la successione, preservando tanto il coniuge superstite quanto la prole delle prime nozze.


A leggere tutto questo, sembra che la separazione dei beni abbia solo vantaggi.


A onor del vero, non è propriamente così. La separazione dei beni non avvantaggia la parte più economicamente debole della coppia.


Infatti, qualora abbia per esempio una rendita o stipendio inferiore non potrà attingere ad altri fondi familiari, fatta salva la possibilità di ricevere regali, donazioni o attribuzioni attraverso testamento.


Ancora difficile scegliere?


Nessun problema: il nostro legislatore ha pensato proprio a tutto! Se ancora non riuscite a prendere una decisione, è previsto che la scelta automatica ricada sulla comunione dei beni.



Facile no?

In pratica, potete anche non decidere, sarà la legge a darvi la risposta.

Per cui non dovete preoccuparvi.


Indubbiamente, un professionista saprebbe consigliarvi sulla migliore soluzione per voi.

Avete paura quindi che la soluzione proposta dal nostro diritto di famiglia non faccia al caso vostro, ma non avete espresso per tempo la vostra preferenza?


Sarà ora troppo tardi per un ripensamento?


Sorpresa!

Assolutamente no.


In qualsiasi momento, potete decidere di modificare la vostra situazione di regime patrimoniale.


Così da comunione dei beni, potrete decider di "virare" alla separazione dei beni.


Tenete però presente che ci vorrà un atto pubblico per convertire la vostra scelta, da stipularsi quindi di fronte ad un notaio.


Naturalmente un professionista potrà consigliarvi sulla migliore scelta per voi.

Qualunque essa sia, mi auguro di essere stata di aiuto nel chiarire le idee su un argomento troppo spesso trattato in termini complessi e difficilmente comprensibili.


Sarà la scelta corretta, solo quando avrete raggiunto la giusta consapevolezza di ciò che è meglio per voi.


Francesca

Wedding Manager

La Favola Reale



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Molte delle scelte legate al matrimonio non sono facili e non sono da prendere a cuore leggero. Contattami se hai bisogno di essere accompagnata nelle vostro percorso.


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